...un po' di storia

L’ultima domenica di Agosto avrà luogo come tradizione il “Bravio delle Botti” l’originale sfida tra le otto contrade di Montepulciano, che si contendono un panno dipinto, facendo rotolare botti del peso di 80 kg lungo un percorso in salita di circa 1800 metri. Le botti vengono fatte rotolare da due atleti detti “spingitori” mentre il percorso della gara si snoda tra le suggestive strade del centro storico della città poliziana fino all’arrivo situato sul sagrato del Duomo in Piazza Grande.

La parola “Bravìo” deriva dal volgare “Bravium” e sta ad indicare il premio assegnato alla Contrada vincitrice, consistente in un panno dipinto recante l’immagine iconografica del patrono della Città, San Giovanni Decollato, in onore del quale si disputa il Bravìo delle botti.

La manifestazione si innesta su un capitolo di storia cittadina, risalente addirittura al 1373, anno nel quale la riforma dello Statuto Comunale dedica l’intero capitolo 30 alle disposizioni sul Palio, che appare istituito proprio con questa legge in onore del patrono di Montepulciano (29 Agosto), “e a perpetua e felice memoria del regime popolare”.

Il “Bravium” doveva essere “di panno scarlatto del valore di almeno trenta Fiorini d’oro ed equestre” e per correrlo chiunque poteva mandare e far iscrivere il proprio cavallo. Riportiamo di seguito il passo concernente il percorso dei cavalli: “E si corra ogni anno nel detto giorno per la via dritta che viene dalla villa di Gracciano Vecchio con partenza dall’angolo o incrocio di essa con la via che porta alla Villa della Strada e verso la contrada delle Corolle, venendo per la strada e via dritta attraverso la porta di Gracciano in direzione della Cavina, e per la via e strada dritta di Voltaia e Cagnano in direzione della chiesa di Santa Maria, e quindi per la via e strada dritta di Collazzi e delle Coste entrando per la porticciuola sotto la casa di Stefano di Jacopo e poi, per la strada onorevole della Mercanzia, fino in piazza all’angolo della Pieve, dove si vende il pesce, nel qual luogo, all’ora che ai signori Priori parrà più opportuna, si ponga in quel giorno il Bravìo suddetto” (Rif. del 1373, cap. III c. 227).

Il Bravìo corso con i cavalli fu disputato fino al XVII secolo, e poi venne abolito molto probabilmente per motivi di ordine pubblico. Delle Contrade si inizia a parlare ancora prima fin dallo Statuto del 1337, IV libro del Sindaco, e poi ancora nella riforma dello Statuto del 1373, cap. F, successivamente in un registro della Lira del 1407 e da registri di estimo del ‘400 e del ‘500, ed è sempre con gli stessi nomi che sono arrivate fino ad oggi: Cagnano, Collazzi, Coste, Gracciano, Poggiolo, San Donato, Talosa, Voltaia. Già dal trecento le otto Contrade erano raggruppate in terzi o terzieri: S. Maria: colore bianco; stemma rosa mistica; composto dalle contrade di Cagnano, Collazzi e San Donato. S. Francesco: colore verde; stemma un cardo; composto dalle contrade di Coste, Talosa, Voltaia. S. Agostino: colore rosso; stemma mitra e pastorale; composto dalle contrade di Gracciano, Poggiolo.

Le Contrade: Cagnano: colori verde e blu; stemma cagna allattante; Collazzi: colori giallo e verde; stemma orca marina cavalcata; Coste: colori giallo e blu; stemma sei bande oblique; Gracciano: colori verde e nero; stemma leone dominante in campo oro; Poggiolo: colori bianco e blu; stemma tre poggi; San Donato: colori bianco e rosso; stemma le insegne episcopali; Talosa: colori giallo e rosso; stemma tre rose; Voltaia: colori rosso e nero; stemma volta stilizzata su scudo uncinato. Ogni Contrada aveva la sua “Societas”, con un capo denominato “Rettore”, ed amministrava entro certi limiti i propri affari.

I Rettori rappresentavano la Contrada in particolari solennità, come in quella di San Giovanni del 29 Agosto, in occasione della quale, dovevano recarsi alla Pieve di Santa Maria (quasi nello stesso luogo dove oggi si erige la Cattedrale di Montepulciano) con almeno 10 uomini ciascuno per offrire al santo un cero di 15 libbre (di 10 libbre quelli delle Contrade di Collazzi e Coste).

In occasione della festa di Sant’Agnese il 1° Maggio, dovevano invece recarsi alla chiesa del monastero di Santa Maria Novella fuori dalla Porta di Gracciano (oggi chiesa di S. Agnese) per offrire alla Santa un cero di adeguate dimensioni. In queste due importanti feste per la comunità di Montepulciano, imponente era la partecipazione della popolazione e totale lo “schieramento” della dirigenza municipale, dal Gonfaloniere, ai numerosi “notai”, il Sindaco, il Potestà, il Giudice, gli Assessori, gli Ufficiali Forestieri e le guarnigioni delle città. La storia delle Contrade di Montepulciano consente di avere un’idea non solo della vita della città del tempo, ma anche del suo assetto urbanistico e degli sviluppi che ebbe a cavallo tra il ‘200 ed il ‘300.

Le Contrade più antiche sono sicuramente quelle del “Sasso”, ovvero della zona più alta della città, sede del primo insediamento, e cioè San Donato, Talosa e forse anche Poggiolo. Sicuramente più recenti sono Collazzi, Coste, Cagnano, Voltaia e Gracciano, fino al 1281 considerate “borghi” (ovvero agglomerati esterni alla città) e che comunque diventarono Contrade entro il 1300.

Dell’antica storia delle Contrade di Montepulciano, documentata dagli Statuti Comunali del tempo, custoditi nell’archivio storico del Comune di Montepulciano, è stata tratta tutta la simbologia moderna delle stesse, che ispirandosi al passato, ha mantenuto fino ad oggi la stessa nomenclatura, i colori, gli stemmi, la territorialità urbana, e soprattutto lo stesso modello di cerimoniale.

La storia recente del “Bravìo” inizia nel 1974 quando un parroco, Don Marcello Del Balio, ebbe l’originale idea di trasformare l’antica corsa di cavalli con la corsa delle botti. L’idea, senz’altro geniale, non poteva essere più azzeccata. Montepulciano, di antichissime origini etrusche, è stata per lungo tempo contesa tra Siena e Firenze, sia per la sua posizione strategica che per la ricchezza e la bellezza dei suoi terreni, infatti domina dall’alto di un colle la Valdichiana e la Val d’Orcia.

L’importanza di Montepulciano è da sempre intimamente legata alla fama delle sue vigne e del suo vino. Già nel 790 d. C. troviamo una lettera attestante la donazione di un vigneto alla Chiesa da parte del chierico Arnipert; in seguito il Repetti nel suo “Dizionario storico e geografico della Toscana” cita un documento che risale al 1350 nel quale si stabiliscono le clausole per il commercio e l’esportazione del vino di Montepulciano.

Nel 1549 Sante Lancerio, bottigliere di Papa Paolo III decantò la qualità del vino di Montepulciano definendolo “vino perfectissimo”. La conferma del valore attribuitogli ci viene data da Francesco Redi nella sua opera “Bacco in Toscana” in cui scrive “Montepulciano d’ogni vino è Re”.

Ma solamente in seguito nella seconda metà del ‘700 il vino di Montepulciano fu definito e descritto come “nobile” in una nota di spese di G. F. Neri. Le botti, quindi, sono un elemento importante per l’economia di Montepulciano, perché fondamentali per l’invecchiamento del Vino Nobile.

E’ l’ultima domenica di Agosto il giorno in cui si disputa il “Bravìo”, la mattina dalle ore 9.00 in Piazza Grande si svolgono importanti e suggestive cerimonie come l’estrazione dell’ordine di partenza delle botti, la marchiatura a fuoco, la sbandierata degli Alfieri, la consegna da parte del Comune al Magistrato delle Contrade del “Panno del Bravìo”, l’offerta dei Ceri votivi a S. Giovanni nella Cattedrale.

Nel pomeriggio alle 15.00 inizia la sfilata del suggestivo Corteo Storico, composto da oltre 300 figuranti. Infine, alle ore 19.00 dopo il segnale dato dai rintocchi del Campanone del Comune, le botti cominciano a rotolare sulla pietra partendo dalla colonna del Marzocco.

Dopo pochi minuti il “Bravìo” avrà il suo epilogo; solo una contrada potrà festeggiare la vittoria e prendere il “Panno”; le altre invece potranno dare sfoggio all’amarezza e pensare alla rivincita, senza rancore e con rispetto per il vincitore; una storia che si ripete da oltre seicento anni.

Tutta la settimana antecedente è ricca di avvenimenti ed appuntamenti importanti che troverete elencati nel depliant.

Tutte le sere le Contrade saranno aperte pronte ad accogliervi con feste, cene, giochi, musica e... vino a volontà. La manifestazione ogni anno accoglie decine di migliaia di presenze turistiche sia il giorno del Bravìo che durante la settimana degli eventi.