Programma di sala – Spettacolo dei ceri

Il Bravìo delle Botti

Il Magistrato delle Contrade, nonostante l’emergenza sanitaria derivante dalla diffusione del Covid-19, presenta un cerimoniale inedito, adattato alla condizioni vigenti, per promuovere aggregazione sociale, tenere vivo lo spirito delle contrade e preservare il patrimonio storico-culturale. Piazza grande, lo spazio pubblico per eccellenza, insieme a tutto il centro storico saranno il teatro di una ritrovata socialità e i luoghi in cui mantenere i valori della rievocazione storica.

Lo spettacolo dei ceri

Giovedì 26 Agosto continua la settimana degli eventi del Bravìo delle Botti con il tradizionale Spettacolo dei Ceri.

A partire dalle ore 21:45 ciascun portatore di cero, accompagnato dal rispettivo magistrato, porgerà il proprio cero al gonfaloniere che tramite l’intercessione del notaio controllerà la qualità ed il peso dello stesso. Gli otto ceri verranno poi offerti alla Pieve di Santa Maria e depositati all’interno della Cattedrale.

Terminato il cerimoniale dell’offerta dei ceri, il Gruppo Sbandieratori e Tamburini darà inizio ai festeggiamenti con una sbandierata sempre originale e ricercata.

Successivamente, lo spettacolo proseguirà con un inedito videomapping a cura di “Movimento creative label” con musiche di Davide Vannuccini, per poi concludersi con i consueti fuochi d’artificio.

Dalla platea comunis medievale alla piazza Grande contemporanea.

Scheda sulla proiezione e breve storia delle trasformazioni della Piazza Grande, la platea comunis medievale, è il nodo fondante ed il centro dal quale partì lo sviluppo urbano di Montepulciano. Nella piazza medievale trovarono posto l’antica pieve di S. Maria (già esistente nel 1044) ed i palazzi del potere, oltre a numerosi edifici privati che furono aggregati e trasformati nei magnifici palazzi rinascimentali che oggi vediamo. Con la trasformazione cinquecentesca si nascosero, però, le tracce degli edifici antichi che caratterizzarono lo skyline di Montepulciano per molti secoli: torri, scalinate, logge e pozzi.

L’ultima fase di trasformazione, oggetto di interesse della ricostruzione mapping, fu quella del duomo: Montepulciano divenne sede vescovile nel 1561 e si volle edificare una cattedrale magnifica e di grande dimensione, demolendo un intero isolato medievale compresa la pieve di S. Maria (che rivive attraverso la digitalizzazione dei disegni di Roberto Minetti, elaborati rigorosamente sulla base di documenti d’archivio e testimonianze iconografiche e materiali). I lavori si protrassero fino alla fine del Seicento e la grande chiesa rimase incompiuta della facciata. Non è sopravvissuto il progetto originario, ma restano alcune descrizioni e immagini come quella contenuta nel Panorama di Montepulciano, oggi al Museo Civico, che prenderà vita nella proiezione.

L’incompiutezza del monumento ha sempre suscitato interesse e volontà di “rifinirne” il prospetto. Oggi non sarebbe possibile, ma in epoche anche vicine a noi furono fatti due concorsi che si conclusero, nel 1910, con la premiazione di un bozzetto vincitore che verrà a sua volta mappato sul paramento murario del duomo. Recenti studi ci hanno infine restituito un possibile prospetto della cattedrale, sulla base dei canoni architettonici e sullo stile manierista del primitivo progetto di costruzione che conclude le ricostruzioni grafiche della serata.

Scheda su Roberto Minetti
Roberto Minetti, laureato in Architettura all’Università degli Studi di Roma e specializzato in Studio e Restauro dei Monumenti presso L’ICCROM del San Michele, nutre da sempre un particolare interesse per Montepulciano, sua città natale.
Unendo le sue eccellenti qualità di disegnatore con le conoscenze documentarie ed archivistiche di Riccardo Pizzinelli su Piazza Grande, ha elaborato negli anni numerosi rilievi architettonici degli edifici che vi si affacciano e vedute prospettiche eseguite per lo più a colori, che ne evidenziano gli aspetti paesaggistici. Questi verranno presto pubblicati in un volume sull’evoluzione storico-urbanistica della piazza, già “platea comunis”, da sempre centro civico e religioso della città

Piano di sicurezza