Contrade

  • cagnano-239x133Il territorio di Cagnano è situato sul secondo dei tre livelli su cui si articola l’antico abitato di Montepulciano, sulla parte del colle su cui posa lo sguardo chi proviene dalla città termale di Chianciano. Si sviluppa tra Porta delle Farine, ingresso duecentesco alla città, il Palazzo del Poliziano, casa natale del poeta Angelo Ambrogini, la chiesa di Santa Maria dei Servi, situata in fondo al viale alberato che porta il suo nome e che è sede tradizionale delle feste contradaiole. Il borgo di Cagnano, cresciuto di dimensione e importanza per merito delle numerose attività manifatturiere e mercantili che vi avevano sede, viene inserito nella seconda cerchia di mura di Montepulciano durante il tredicesimo secolo. Da quel momento la contrada rappresenta un importante fulcro della vita poliziana ed alcune famiglie acquisirono prestigio e ricchezze: tra queste la famiglia Ambrogini da cui nacque Angelo nel 1454, che divenne famoso come “il Poliziano”.

    La contrada di Cagnano ha i colori verde-blu e ha vinto 10 edizioni del Bravìo delle Botti (1975 – 1976 – 1977 – 1984- 1985 – 1986 – 1987 – 1989 – 1990 – 1991) 

  • collazzi-239x133Collazzi è stata considerata, in passato, una contrada povera. Situata sul versante del colle poliziano che si allaccia verso Montefollonico e Pienza occupa uno dei quartieri più suggestivi di Montepulciano. A differenza di altre contrade non può vantare personalità illustri, né vi sono stati costruiti edifici maestosi, ma la sua vita è stata quella di tutti i giorni, della gente comune. Collazzi porta quindi i segni della storia e rappresenta una parte fondamentale nella cultura e nella società poliziana. Nella contrada vivono oggi circa un centinaio di abitanti, ma sono un discreto numero i contradaioli che provengono da fuori delle mura del centro storico. Nonostante non siano ancora riusciti ad aggiudicarsi la prima vittoria, non sono certo tipi da demordere, anche se spesso la fortuna non è stata dalla loro parte nel giorno della corsa delle botti.

    La contrada di Collazzi ha i colori verde-giallo e non ha ancora vinto il Bravìo delle Botti

  • coste-239x133La contrada de Le Coste, formatasi intorno alla seconda metà del tredicesimo secolo, era in passato una delle più povere della città antica. All’interno del suo territorio non abitavano infatti famiglie nobili, ma popolani che durante la tradizionale processione in onore di San Giovanni Decollato, portavano il cero che pesava dieci libbre in confronto alle quindici di quello degli altri rioni: nonostante ciò era considerata “contrada maggiore”. Anche oggi la popolazione della contrada racchiude poche decine di famiglie, ma il rione è vivace e pieno di socialità. Qualche anno dopo che il Bravio delle Botti fu riportato alla luce iniziarono a far parte de Le Coste tutti, o la maggior parte, degli abitanti del nuovo quartiere realizzato in prossimità della chiesa di San Biagio. Ci si trovò così di fronte ad un fenomeno di inurbamento tradizionale che fece affiliare i residenti di San Biagio con Le Coste, facendo così riprendere la vita della contrada.

    La contrada de Le Coste ha i colori giallo-blu e ha vinto 8 edizioni del Bravìo delle Botti (1978 – 1980 – 1983 – 2002 – 2003 – 2004 – 2005 – 2006)

  • gracciano-239x133Forse non tutti i visitatori che giungono a Montepulciano per ammirarne le bellezze artistiche ed architettoniche sanno che buona parte della loro ammirazione va al ricchissimo patrimonio di questa contrada. Si comincia dalla grandiosa Porta al Prato, già di Gracciano, ristrutturata da Antonio da Sangallo il vecchio quando questi costruì i bastioni della Fortezza Medicea, per proseguire poi con Palazzo Boddi, la Colonna del Marzocco (che sostituì nel 1511 la Lupa Senese), Palazzo Avignonesi, la cui posta maggiore è ornata da due teste di leoni attribuite al Vignola. Anche il Palazzo Tarugi Bernabei è dello stesso architetto, mentre di Antonio da Sangallo dovrebbe essere il Palazzo Cocconi Del Pecora. Attenzione particolare merita il Palazzo Bucelli, la cui facciata è ornata sul basamento da urne etrusche e da lastre di travertino con iscrizioni romane e etrusche raccolte da Pietro Bucelli, sensibile uomo di cultura del diciotesimo secolo. Secondo alcuni il più fotografato orologio pubblico della toscana è quello del Pulcinella, che svetta tra i merli della torre cinquecentesca di Piazza Michelozzo. Sull’altro lato del corso, in corrispondenza dello slargo della piazza, si trova la chiesa di Sant’Agostino, ristrutturata internamente nel diciottesimo secolo, arricchita da una lunetta dello scultore fiorentino Michelozzo.

    La contrada di Gracciano ha i colori verde-nero e ha vinto 7 edizioni del Bravìo delle Botti (1974 – 1981 – 1997 – 1999 – 2000 – 2010 – 2011)

  • poggiolo-239x133La contrada di Poggiolo è situata su un ripido pendio che guarda la Valdichiana e la cui conformazione costituisce una sorta di altura più bassa del colle principale su cui si arrocca l’abitato di Montepulciano: da questo particolare la denominazione di “Poggiolo”. E gli abitanti sono tutti lì, abbarbicati attorno all’omonima via, e da loro è stato aggiunto un nucleo più in basso appartenente in origine al più tardo rione di Gracciano. Gli antichi abitanti di questa zona rappresentavano le classi meno abbienti e di questa caratteristica è rimasta traccia nella carenza di edifici e di altre testimonianze monumentali a cui fa eccezione il complesso della chiesa di Santa Lucia e dell’annessa casa parrocchiale, raffinato esempio di architettura seicentesca che viene attribuita a Flaminio Del Turco. Questa contrada ha, tra le proprie caratteristiche, anche quella di essere stata teatro di un avvenimento storico del nostro passato recente: Montepulciano non poteva essere dimenticata da Giuseppe Garibaldi, l’Eroe dei Due Mondi, a ricordo del cui breve soggiorno è stata posta una lapide sulla facciata di una casa che si trova proprio nel Poggiolo.

    La contrada di Poggiolo ha i colori bianco-blu e ha vinto 4 edizioni del Bravìo delle Botti (1982 – 1988 – 2012 – 2015)

  • San-donatoQuesta contrada prende il nome dall’omonima parrocchia chiamata così dall’apostolo di Montepulciano che fu il primo a portare in questa zona la religione cristiana. Arroccata oggi in cima al paese nella zona del sasso da cui si è poi sviluppata Montepulciano, la contrada di San Donato è stata una delle prime a vedere la luce: si ha infatti notizia della sua esistenza già agli inizi del dodicesimo secolo. Nel suo territorio hanno sempre trovato sistemazione alcuni dei “centri di potere” più significativi del Comune medievale. Inoltre in San Donato hanno risieduto molte delle famiglie notabili poliziane che hanno caratterizzato gran parte della storia della città. Alla fine del 1500 furono demolite numerose abitazioni povere a causa della costruzione del duomo, che oggi occupa una buona metà dell’intero territorio della contrada. Ciò ha causato un’ulteriore diminuzione del numero degli abitanti e attualmente San Donato è una delle contrade più piccole e meno popolate di Montepulciano. Nel territorio della contrada è compresa la Rocca Medievale situata sullo sperone meridionale del colle, quasi certamente costruita sul sito della prima acropoli etrusco-romana. A poche decine di metri dalla rocca si apre lo splendido scenario della Piazza Grande, un tempo cuore della contrada e della città: una sorta di quadrato i cui lati sono costituiti dal Duomo, dal maestoso Palazzo Comunale su cui svetta la torre campanaria, Palazzo Contucci, Palazzo Nobili-Tarugi e il Palazzo del Capitano del Popolo.

    La contrada di San Donato ha i colori bianco-rosso e ha vinto 7 edizioni del Bravìo delle Botti (1992 – 1993 – 1993* – 1994 – 1995 – 1998 – 2001)

  • talosa-239x133La Contrada di Talosa spiega bandiera con i colori giallo/rosso su cui spiccano tre rose di cui due rose gialle in campo rosso ed una rossa in campo giallo. Dal 1700 circa, dopo la costruzione dell’Oratorio dei Cavalieri di Santo Stefano da parte della famiglia Mancini, fu introdotto nella parte alta dello stemma, la Croce dei Cavalieri di Santo Stefano proprio in onore del fondatore dell’Oratorio che faceva parte di questo ordine cavalleresco. Il territorio della contrada di Talosa è compreso nella prima e più antica cinta muraria di Montepulciano, a ridosso di Piazza Grande, scendendo lungo il colle fino alla contrada di Poggiolo.

    La contrada di Talosa ha i colori giallo-rosso e ha vinto 4 edizioni del Bravìo delle Botti (1979 – 2007 – 2008 – 2009)

  • voltaia-239x133Fu così che nel 1157 il Papa inglese Adriano IV fece costruire la seconda cerchia delle mura di Montepulciano che, partendo sempre dalla Fortezza, circondò e racchiuse la Contrada di Voltaia con la Porta della Cavina. Nel 1236 fu costruita la chiesa di San Bartolomeo, praticamente al centro della Contrada, adiacente alle mura del Sasso; la chiesa disponeva di un appezzamento di terra posta in salita, sul retro della chiesa stessa, che fu detta «Orti di San Bartolomeo». In quel luogo, oltre all’orto del rettore della chiesa, c’era un pozzo, detto il «Pozzo di Voltaia». Il sobborgo di Voltaia era inizialmente un gruppo di case ubicate attorno alla villa della Fornace al Sasso e attualmente comprende le abitazioni fuori della «Porticciola» e lungo l’Opio. Con il tempo la contrada si arricchì di abitazioni e botteghe artigiane, fino a diventare una delle più popolose.

    La contrada di Voltaia ha i colori rosso-nero e ha vinto 4 edizioni del Bravìo delle Botti (1996 – 2013 – 2014 – 2016)

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